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lunedì 4 dicembre 2017

Recensione: Assassinio sull'Orient Express, Agatha Christie

Premetto che sono molto curiosa di vedere il film, perché dalle immagini che passeggiano per il web sono uscita veramente molto confusa... questo è quello che mi merito perché cerco gli spoiler su un film. E questo vi giuro, non ha nulla a che fare con il fatto che stavo praticando uno stalking serrato nei confronti di Johnny Depp e del ruolo che sarebbe andato a interpretare! Scherzi a parte sono rimasta molto incuriosita dalla sua presenza nel cast e in pochi giorni per mettermi a pari mi sono mangiata anche il libro. Vi giuro anche che non l'ho fatto solo per il caro Johnny, non è nemmeno il primo lavoro di Agatha Christie che leggo, come perdermi il caso più famoso?
Intanto vi assicuro che è un bel libro in cui scoprire il colpevole è abbastanza imprevedibile -anche se onestamente ci ero arrivata, nel senso che avevo capito chi ma non la precisa modalità, ma io sono una psicopatica- ed è molto difficile connettere gli elementi, per gran parte della narrazione brancolerete nel buio più totale.
"Si svegliò qualche ora dopo, e si svegliò di soprassalto. Sapeva che cosa l'aveva strappato al sonno: un forte gemito, quasi un grido, da qualche parte vicino a lui. Nello stesso momento risuonò lo squillo di un campanello."
 

Ho gradito nello stile un certo sarcasmo implicito, le cui pungenti affermazioni vengono messe in bocca al protagonista per mantenere una narrazione esterna priva di coinvolgimento, molto più scientifica.
Agatha Christie si mantiene così in una posizione neutra, lasciando al suo pupillo -tra l'altro una personcina mooooolto modesta, per niente consapevole di essere il migliore in circolazione- la possibilità di schierarsi dove meglio crede. È una gabbia molto larga, in cui egli è libero di spaziare come e dove vuole.
È così che, guidato da una penna scorrevole, analitica e precisa che non lascia trapelare emozioni ma seguita incessante nel suo cammino, il famigerato detective Hercule Poirot si mette al lavoro per risolvere il caso dell'increscioso omicidio sul Simplon Orient Express (il Simplon, per non ripetere a pappardella l'intera prefazione, è un modello successivo al vero e proprio Orient Express) già che in un certo senso si stava annoiando e il veicolo è costretto a fermarsi per parecchio tempo a causa della neve.
Per quanto riguarda la parte tecnica, la scrittrice è impeccabile. Gli indizi, le intuizioni brillanti del protagonista, gli alibi degli altri. L'insieme è creato per un incastro perfetto da non capirci nulla, anche perché sembrano tutti senza colpe, è estremamente complicato ricondurre l'omicidio a qualcuno... ma non si sarà mica ammazzato/a da solo/a, no?
La pista creata per portarci al colpevole è ben descritta e dettagliata, anche se potrebbe sembrare esattamente il contrario. Le indagini sono meticolose e divertenti, considerando l'inusualità del detective che ha un approccio altamente psicologico: invece di attenersi semplicemente alle prove fisiche e, non avendo la possibilità di comunicare con l'esterno per verificare identità, passaporti e i relativi mestieri, si comporta in maniera decisamente strana e diversa per portare i sospettati a crollare, a tradirsi con una frase di troppo o con un atteggiamento sbagliato. Ne è un esempio quando porge alle persone il fazzoletto della scena del delitto quando se ne vanno dall'interrogatorio, affermando che è appena caduto loro per constatare le  reazioni. Confesso che mi ha molto divertita notare come cambia i suoi modi a seconda di chi si ritrova davanti e di come le domande diventino strettamente personali se l'interlocutore tiene particolarmente alla propria intimità.
Poirot è un uomo molto scomodo già a partire dal suo ruolo nel delitto: perquisire, interrogare, accusare indispone l'essere umano più mansueto ma nel suo caso non è così, o perlomeno non solo: egli ha l'approccio di una mosca fastidiosa, punzecchia, studia, provoca anche nella maniera più spicciola se necessario...ed ha uno spaventoso sesto senso, per cui anche tirando a indovinare ne ricava qualcosa.
Giungendo alle caratterizzazioni caratteriali, ho notato come Agatha Christie vada un po' per stereotipi. Personalmente mi ha fatto sorridere come ha presentato l'italiano: un invadente, prolisso chiacchierone che pur di andare avanti nel mondo degli affari ti venderebbe anche l'aria, nonché un uomo per forza passionale. Gli stessi inglesi sembrano dover essere per forza tutti composti, come gli americani amichevoli, come le persone più buone per forza mediocri a livello intellettivo e così via. D'altro canto capisco che se devi presentare molta gente è altamente improbabile scandagliare ciò che ciascuno nasconde nel profondo di sé, non è il "Libro Cuore", è un romanzo giallo finalizzato a portarci a capire come e perché è morto qualcuno, le semplificazioni in un certo senso sono funzionali allo scopo da raggiungere.
Ci sono tuttavia personaggi che saltano all'occhio, come questo signore, Ratchett che mette i brividi e dà l'idea di essere una persona cattiva, ma ancora più ambigua è la figura della signorina Mary Debenham. La ragazza, di soli ventotto anni, è un istitutrice ma ciò che attira più l'attenzione di lei è che per la sua giovane età è così distaccata e pratica, molto più di altre donne più grandi presenti sul treno. È davvero adulta rispetto agli anni che dovrebbe dimostrare ed è brillante, accattivante seppur non si metta direttamente in mostra, anzi...
Tra coloro che mantengono un basso profilo c'è anche il conte Andrenyi con la sua contessa. Egli è molto protettivo verso di lei; entrambi non fanno nulla per saltare all'occhio e se ne stanno tra di loro, quasi lontani dal resto. Lei è così dolce, bella e delicata, ha una personalità quieta ma adorabile.
Più lontana dall'atteggiamento british è l'autoritaria principessa Dragomiroff, che sa bene come farsi rispettare e ottenere ciò che vuole. Non esita a impartire ordini, non tentenna nemmeno un po'.
Veramente utili a livello di comprensione della storia sono i riassuntini di Poirot riguardo la cronologia delle testimonianze e degli alibi, come anche la piantina dettagliata della carrozza in cui è scritto il nome di coloro che occupano i rispettivi scompartimenti.
Io credo sia molto più semplice scoprire il colpevole che seguire le piste e le intuizioni del detective, ma vi assicuro che è un caso davvero strano e brillante: vi divertirete... da morire!

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